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Galen WinsorGalen Winsor

Un uomo versa una polvere giallastra sul palmo della mano, avvicina un contatore Geiger e poi porta la sostanza alla bocca, inghiottendola davanti alla telecamera.

La scena sembra uscita da un film di fantascienza, ma il protagonista è realmente esistito. Si chiamava Galen Winsor e, negli anni Ottanta, era noto per le sue posizioni contro quelle che considerava esagerazioni sui pericoli delle radiazioni.

La sostanza giallastra non era altro che uranio, ingerito dal fisico per dimostrare che fosse innocuo, ma la vicenda è più complessa di così.

Chi era Galen Winsor

Galen Hulet Winsor aveva conseguito una laurea in chimica alla Brigham Young University e aveva lavorato nell’industria nucleare statunitense. A partire dal 1950 era stato impiegato presso il sito di Hanford, nello Stato di Washington, dove aveva partecipato a processi legati all’estrazione del plutonio.

Durante il suo lavoro divenne famoso per le sue note posizioni contro le norme sempre più restrittive e attente per la manipolazione di sostanze radioattive. Riteneva che le norme fossero eccessive e i rischi sulla salute esagerati.

Organizzò una serie di conferenze e incontri dove portava con sè delle sostanza radioattive, uranio in particolare, e lo utilizzava per mettere in scena delle dimostrazioni provocatorie per smentire la loro pericolosità.

La sua attività attirò l’attenzione dei giornali americani già nel 1985. Il Daily Herald dello Utah e il quotidiano The Oregonian riferirono che Winsor ingeriva ossido di uranio durante le sue apparizioni pubbliche.

Il video del 1985

Il filmato circolato online è autentico e mostra effettivamente Winsor mentre ingerisce una polvere che presenta come uranio. Non è invece stato possibile verificare con certezza né la composizione della sostanza né la presunta trasmissione in diretta televisiva.

Secondo il fact-checking pubblicato da Snopes il 29 agosto 2024, la registrazione è riconducibile a un filmato più lungo intitolato The Nuclear Scare Scam, nel quale Winsor espone le proprie teorie sui rischi dell’energia nucleare. Il materiale è stato associato a una produzione del 1986, mentre le testimonianze giornalistiche dell’anno precedente documentano che il chimico aveva già eseguito dimostrazioni simili davanti a un pubblico.

La dimostrazione di Winsor ovviamente non è sufficiente a stabilire che l’uranio è innocuo. La sua pericolosità deriva anche dalla composizione chimica, dalla quantità ingerita e il modo in cui entra nell’organismo.

L’uranio è una sostanza radioattiva presente nell’ambiente, ma il rischio connesso alla sostanza non è legato solo ad essa. In particolare, a livello di ingestione, risulta molto nociva per i reni.

L’Agenzia statunitense per le sostanze tossiche e il registro delle malattie (ATSDR), che fa capo al Dipartimento della Salute degli Stati Uniti, segnala che l’inalazione o l’ingestione di composti dell’uranio può provocare danni renali. La gravità dipende anche dalla forma chimica: i composti solubili in acqua possono produrre effetti a dosi inferiori rispetto a quelli insolubili.

Questo non significa che qualunque tipo di esposizione con la sostanza comporti dei danni certi all’organismo. Come citato in precedenza dipende dalla quantità e dalla composizione.

Certo però è anche il fatto che una solo dimostrazione con una minima quantità di uranio ingerito non è una prova del contrario, cioè del fatto che l’uranio può essere considerato una sostanza innocua.

Anche l’Organizzazione mondiale della sanità distingue i rischi chimici da quelli radiologici nella valutazione dell’uranio. La presenza di un materiale nell’ambiente o in tracce nell’acqua non equivale, infatti, alla sicurezza dell’ingestione volontaria di quantità concentrate.